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Come riuscire a “controllarsi” durante i pasti

Il percorso Breaters

Come riuscire a “controllarsi” durante i pasti

14 nov, 2020

Il pasto è il momento della giornata in cui non puoi evitare il cibo. Dovrai prendertene cura, preparare, mangiare, saperti regolare, sistemare. Per molte persone può essere un gesto naturale, senza molte complicazioni. 

Per molti di noi può invece racchiudere frustrazione, può diventare il momento in cui sfoghiamo le nostre ansie (su questo argomento leggi anche: Sconfiggere la noia mangiando: ecco cosa succede).
Oppure il momento in cui cominciamo a cambiare qualcosa. Vediamo alcuni degli ostacoli che potremmo incontrare.

 

Controllarsi quando mangiamo in compagnia

 

Magari c’è una cena di famiglia, oppure con amici, a cui non vogliamo rinunciare. Noi ci proponiamo di mangiare determinate cose, magari un secondo con verdura e niente dolce. 

Nel frattempo i nostri commensali potrebbero ordinare piatti che a noi sembrano più gustosi, piatti succulenti, o un dolce, e sentiremo degli odori stimolanti oppure vedremo dei colori e delle consistenze che ci attirano molto di più. 

Saremo tentati anche noi di ordinare qualcosa di diverso, o qualcosa in più, potremmo essere presi da un momento di voracità (su questo argomenti leggi anche: Come tenere sotto controllo il desiderio di abbuffarsi).
Oppure doverci “difendere” da altri generi di “tentazioni”

 

Come difendersi dal “mi offendo se non assaggi”

 

Quante volte abbiamo sentito questa frase? La cultura italiana, forse più di molte altre, è orientata all’ospitalità, alla convivialità. Per molte persone ancora oggi significa insistere finché non assaggiamo qualcosa che hanno preparato. 

Spesso sono le stesse persone che poi ci fanno notare che abbiamo preso qualche chilo. Ma è veramente questa la convivialità? Magari un amico o un parente si impegna fino allo sfinimento per farci mangiare una cosa in più, ma poi non ci chiede neanche come stiamo. 

Forse neanche noi glielo abbiamo mai chiesto… Forse possiamo cambiare prospettiva grazie ad una maggiore presenza e consapevolezza.

 

Controllarsi quando non siamo a dieta

 

Controllarci quando siamo a dieta potrebbe a prima vista apparire più facile, perché avere un supporto, una struttura, può farci sentire al sicuro. Ma possiamo imparare ad auto-limitarci anche quando mangiamo un dolce o una pizza, o quando non siamo più a dieta, perché è proprio questo il momento difficile. 

 

Un aneddoto personale: la torta di carote

 

Per diverso tempo la carrot cake, quella torta di carote spessa inglese, con un gusto non troppo dolce e una crema al formaggio sopra, di solito di spessore consistente, era la mia torta preferita. Era il mio momento di sfogo, mi faceva sentire bene ai primi morsi. Ora so che al ventesimo mi disgustava, anche se continuavo a mangiarla

Dopo aver incontrato la Mindfulness e dopo aver cominciato a praticare la consapevolezza nella relazione col cibo ho cambiato stile di vita, oltre che paese. E ho pian piano smesso di abbuffarmi di dolci

Un diverso atteggiamento nei confronti del cibo


In un viaggio successivo trovai una pasticceria davanti all’albergo che vendeva torte in stile inglese e cappuccini schiumosi di ogni grandezza e tipo. Ero in un altro stato d’animo, volevo mangiare un pezzo di quelle deliziose torte, ma
volevo gustarlo, non abbuffarmi (leggi anche “Quali sono e come ridurre gli episodi di abbuffate”).

 

Decisi di provare. La mangiai con gusto, fino all’ultimo pezzo, non ne volevo dell’altra, mi andava bene così. Finalmente, stavo cambiando. Era solo una torta.

 

Ma come faccio a “controllarmi” quando sono da solo o in compagnia?

 

Vediamo qualche consiglio pratico, suggerito dalla Mindfulness e da chi ci è già passato

 

  1. Mangia senza tv, senza telefono

Concentrati su quello che stai facendo, limita le distrazioni. Molto meglio una conversazione piacevole, ancora meglio il silenzio! Mangiare per noi è un momento importante, che ha bisogno del suo tempo e della sua tranquillità. 

È importante che proviamo a crearci uno spazio per noi.

Se siamo in compagnia, pensiamo alla convivialità vera, non alimentiamo i conflitti, interessiamoci veramente agli altri, non al cibo.

  1. Uno spazio prima, uno spazio dopo

Fai qualche respiro consapevole, anche una breve meditazione se riesci, prima e dopo il pasto. Sono quelli i momenti più difficili. 

All’inizio decidiamo se il cibo sarà solo cibo o se avrà una funzione diversa per noi. E il vuoto finale non ci piace, anzi ci spaventa, per questo vorremmo continuare a mangiare. 

  1. Non dare troppa importanza al singolo pasto

Può sembrare contrario a quello che ti ho proposto finora. Ma un pasto o un’abbuffata non determinano uno stile di vita. Cadrai altre mille volte anche se sei sulla strada giusta. Pensa a quello che hai raggiunto finora e a come migliorare a poco a poco.

 

E se la soluzione non fosse nel controllare il desiderio per il cibo ma nell’imparare come auto regolarsi? Smettere di essere schiavi del cibo è possibile grazie alla Mindfulness.Il Percorso Breaters ti insegna come fare.
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Scritto da

Rossella Messina
Rossella Messina

Scienziata ambientale e laureanda in psicologia, grazie alla meditazione, che pratico ormai da molti anni, e al supporto psicologico sono riuscita a riequilibrare il rapporto col cibo e con me stessa.

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